Impossibile arrivare a Napoli e non pensare ad una visita ai famosissimi Scavi di Pompei.
Famosi in tutto il mondo e tappa fissa di ogni tour che si rispetti, gli Scavi di Pompei rientrano sicuramente tra le meraviglie del mondo moderno.
Una città di epoca romana perfettamente conservata, con le sue ville, i suoi affreschi – iconico è ormai il rosso pompeiano – le sue strade, l’anfiteatro.
Un esempio perfetto ed integro che ci riporta indietro nel tempo di circa duemila anni.
Ci riporta a quel famoso 24 ottobre del 79 d.C., data in cui il tempo si è fermato.
Una città romana cristallizzata, perfettamente conservata e tornata alla luce pian piano grazie a molteplici campagne di scavi – che continuano ancora oggi – che hanno permesso di vivere la magia che chi ha visitato Pompei conosce bene.

Visita agli Scavi di Pompei con Cantastorie Tour:
Per raccontarvi degli Scavi di Pompei, mi sono affidata alla grande conoscenza delle nostre Cantastorie – ve le ho presentate qui -grazie alle quali riusciamo a scoprire un po’ di più della storia di questo luogo meraviglioso e unico al mondo.
Pompei sorge su un pianoro a circa 30 metri su livello del mare, formato da una colata di lava vesuviana.
I primi insediamenti stabili si datano alla fine del VIII secolo, ad opera degli Osci, popolazione italica locale, che diede vita ad un agglomerato caratterizzato da cinque villaggi, i quali, intono al VI secolo, si riunirono in uno solo, cinto di mura e dotato di un piccolo porto alla foce del fiume Sarno.
Probabilmente il nome Pompei deriverebbe dalla parola osca “Pompe”, vale a dire cinque, in riferimento alla nascita della città dall’unione dei cinque insediamenti.
Con l’arrivo dei greci in Campania, Pompei, pure non venendo conquistata militarmente, entra nell’orbita ellenica.
Allo stesso modo subì l’influenza e diverse modifiche urbanistiche ad opera del popolo degli Etruschi prima e dei Sanniti poi, i quali occuparono con le armi il territorio e lo inserirono nella cosiddetta Lega Nocerina, insieme ad altre città vesuviane.
Ben presto la nascente potenza romana inizia ad espandere le sue mire in tutti i territori limitrofi; la città fu presa d’assalto dalle truppe di Lucio Cornelio Silla e capitolò nell’89 a.C., e poco più tardi venne realizzata la Colonia Cornelia Venaria Pompeianorum, dal nome del dittatore e della dea Venere da lui particolarmente venerata.
Pompei raggiunge il suo massimo splendore in epoca imperiale romana, arricchendosi di numerosi edifici pubblici e privati, assumendo l’aspetto di una città fortificata così come ci è stata restituita dalla celebre eruzione del Vesuvio del 79 d.C.




I primi scavi archeologici nella zona dell’antica Pompei si sono svolti nel 1748, a seguito della scoperta di Ercolano avvenuta 10 anni prima, per volere della dinastia borbonica, in particolare di Re Carlo III di Borbone, e proseguono ininterrottamente ancora oggi.
Pompei si estende per circa 66 ettari, di cui circa 45 sono stati scavati ed era caratterizzata da un totale di 3200 m di mura con 8 porte dotate di torri di guardia.
Era suddivisa in strade parallele e perpendicolari tra loro, note come Cardini e Decumani, lungo le quali si incontrano ancora oggi bellissime fontane pubbliche, decorate in pietra o travertino, e le più celebri pietre di attraversamento, le prime strisce pedonali della storia.
Il principale centro della vita religiosa, civile ed economica della città era rappresentato dal Foro, la piazza su cui affacciano il maestoso Tempio di Giove, padre di tutti gli Dei, la Basilica, l’antico tribunale e luogo dove si amministrava la giustizia, ed il Macellum, il grande mercato cittadino per la compravendita di prodotti freschi.
Il quartiere dei Teatri era invece destinato all’intrattenimento culturale della popolazione ed è costituito dal monumentale Teatro Grande, che poteva accogliere all’incirca 5.000 spettatori, destinato alle rappresentazioni di Commedie e Tragedie.
Con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo conserva un’acustica perfetta tanto da essere utilizzato ancora oggi per rassegne di spettacoli.
Lo affianca un secondo teatro di più piccole dimensioni, l’Odeion ,provvisto di tetto ed utilizzato per le esibizioni dei mimi, particolarmente di moda all’epoca, e talvolta per spettacoli musicali o letture di poesie.
L’Anfiteatro è il più antico realizzato in pietra del mondo romano; era posto in posizione periferica per facilitare lo spostamento di un numero elevato di persone, provenienti anche dalle città limitrofe, per assistere ai famosi Ludi Gladiatori, uno dei principali svaghi del popolo romano.

Un differente luogo destinato all’intrattenimento era il cosiddetto Lupanare, antico bordello del mondo romano, il cui interno è decorato con bellissimi affreschi con soggetto erotico.
Accanto ai principali luoghi di culto ed agli edifici pubblici vi era la presenza di grandi complessi termali, aperti a tutte le classi sociali ed utilizzati come luoghi di ozio e per intrattenere pubbliche relazioni.
Innumerevoli botteghe, spesso comunicanti con le abitazioni dei proprietari, tra cui i Thermopolia, sorta di osterie dove poter consumare velocemente un pasto caldo senza accomodarsi.
Pompei, che al momento dell’eruzione contava all’incirca 20.000 abitanti, si caratterizzava per la presenza sia di abitazioni modeste sia di grandi Domus aristocratiche.
Queste ultime ci hanno regalato pavimenti mosaicati e meravigliose pareti affrescate, spesso aventi come soggetto miti ed eroi greci e romani realizzati con bellissimi pigmenti.
Celebre il rosso pompeiano, uno dei colori più costosi, ma largamente diffuso.
Le diverse Domus presentavano simili caratteristiche strutturali, si articolavano intorno ad un atrio centrale dove troneggiava una vasca, nota con il nome di impluvium, utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana.








Pompei è sicuramente un unicum nel suo genere, ferma a quel 24 ottobre del 79 d.C e per questo fonte di importantissime informazioni sulla vita degli antichi romani.
La tragedia dell’eruzione del Vesuvio, la prima documentata della storia in seguito alla testimonianza del famoso Plinio il Giovane, è visibile ancora oggi grazie alla presenza dei famosi “calchi” in gesso, brillante intuizione dell’archeologo napoletano Giuseppe Fiorelli che riprendono le vittime nella posizione assunta negli ultimi istanti della loro vita.

Stabiae: visita a Villa San Marco
Poco distanti dal sito archeologico di Pompei sorgono alcune delle ville suburbane più grandi e meglio conservate del mondo romano.
Queste particolari residenze venivano solitamente costruite poco distante dal centro urbano, in luoghi in cui si potesse godere di una vista panoramica mozzafiato.
Erano destinate generalmente all’otium, riposo del corpo e della mente, ma presentavano anche un quartiere rustico destinato alla produzione e conservazione di cibo e bevande.
La bellissima Villa San Marco, così denominata per la presenza di una omonima cappella qui presente nel ‘700, è una delle pochissime testimonianze dell’antica Stabiae, attuale Castellammare, sulla cui spiaggia vide la morte Plinio il Vecchio, storiografo nonché comandante della flotta romana che partì da Miseno per prestare soccorso agli abitanti in fuga dall’eruzione.
Era una dimora dell’otium, a carattere residenziale che godeva di una splendida vista panoramica poiché posta sul ciglio di una collina.
La villa era dotata di una piscina, immersa in un lussureggiante giardino e decorata da splendide statue e da un ninfeo, e da un complesso termale riccamente affrescato.






Oplontis: visita alla Villa di Poppea
Altro mirabile esempio di villa suburbana, in località Torre Annunziata, è la sontuosa Villa di Oplontis, il complesso residenziale più vasto di epoca romana caratterizzato da circa 90 ambienti.
La villa è meglio conosciuta come la dimora di Poppea, la celebre seconda moglie dell’imperatore Nerone.
Conserva bellissime decorazioni degne proprio di una regina, come ad esempio i cosiddetti viridarium, stanze affrescate come piccoli giardini d’inverno ed affreschi raffiguranti vasi in vetro, cesti di frutta ricoperti da veli e la più famosa cassata oplontina, dolce realizzato ancora oggi.
All’interno di uno dei giardini, particolarmente degna di nota, è la monumentale piscina olimpionica, la prima della storia con i suoi 61 metri di lunghezza.
Grazie agli scavi archeologici si è potuta studiare la stratigrafia del materiale vulcanico dell’eruzione del Vesuvio ed è stato possibile realizzare i calchi delle numerose piante a decorazione dei giardini.






Visita agli scavi di Pompei, Oplontis e Stabiae con Cantastorie Tour
Come avete visto intorno a Pompei ed i suoi scavi c’è tutto un modo da visitare.
Questo è uno dei tanti tour di cui si occupa Cantastorie, il modo migliore per immergersi nell’atmosfera senza tempo di queste città romane ai piedi del Vesuvio.

Cantastorie sui social:
Instagram @cantastorienapolitour
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BIGLIETTI E ORARI
SCAVI DI POMPEI: visitabili dalle 9:00 alle 19:00 da aprile a ottobre e dalle 9:00 alle 17:00 da novembre a marzo, il prezzo del biglietto varia dai 18€ ai 22€.
VILLA DI OPLONTIS: visitabile dalle 9:00 alle 19:00 da aprile a ottobre e dalle 9:00 alle 17:00 da novembre a marzo al prezzo di 8€ – giorno di chiusura il martedì. Con il biglietto è compreso anche l’ingresso a Villa Regina di Boscoreale.
VILLA SAN MARCO – STABIAE: visitabile dalle 9:00 alle 19:00 da aprile a ottobre e dalle 9:00 alle 17:00 da novembre a marzo con ingresso gratuito – giorno di chiusura il martedì.
BIGLIETTO CUMULATIVO 3 GIORNI 26€, per ulteriori informazioni ecco il sito ufficiale. N.B. i prezzi dei biglietti qui citati includono esclusivamente l’ingresso agli Scavi e non la visita guidata.
I cosiddetti “siti minori” sono di una bellezza assoluta, e il nuovo soprintendente sta spingendo molto affinché vengano considerati come merita, oltre il “titano” Pompei.
Le foto sono spettacolari, i testi come sempre bellissimi, spero che tanti usino questa collaborazione tra te e le ragazze perché sarebbe un ottimo incentivo a visitare questi posti stupendi!
Non potevi scrivere cosa più vera: i siti minori sono davvero uno scrigno di tesori e spero tanto possano raggiungere, prima o poi, numeri importanti come quelli delle vicine Pompei ed Ercolano. Grazie mille per i complimenti e per aver letto il post, la speranza è sempre quella di contribuire a diffondere la bellezza di questi luoghi senza tempo!!!!
Sempre affascinante Pompei e ogni volta che posj lo sguardo su di essa scopri che ancora non si conoscono tante cose….il prossimo tour che farò di sicuro mi farò guidare da voi cantastorie…brave veramente brave
Sarai in ottime mani, vedrai!!! E’ proprio vero…Pompei non smette mai di destare meraviglia e fascino!!!